Stampa: embossing e debossing.
Un esempio di embossing, rilievo in positivo.
Tecniche di stampa a rilievo, positivo o negativo.
L’embossing crea un rilievo positivo sulla carta dell’etichetta che si solleva in una sorta di bassorilievo scolpito. Perché accada vengono usati un punzone metallico a sbalzo, il cliché, e uno cavo, la contromatrice. La tecnica di stampa del debossing fa il contrario: i dettagli impressi sembrano incavarsi rispetto alla superficie, incisi in negativo. In entrambi i casi, l’effetto visivo creato è molto elegante. Può essere raffinatamente tono su tono, il cosiddetto blind emboss, quando non viene usato inchiostro e risulta visibile solo tramite i giochi di luce e ombra sulla carta. Può sviluppare anche più carattere e un maggior impatto con il ricorso al colore o addirittura alle lamine a caldo.
È una lavorazione scelta da chi desidera comunicare cura artigianale e un posizionamento premium e, allo stesso tempo, offre una stimolazione multisensoriale vista-tatto.
È possibile progettare rilievi su più livelli per ottenere un effetto tridimensionale più marcato. Naturalmente, ciò accresce la complessità del cliché ed è quindi un aspetto da valutare anche in considerazione del formato dell’etichetta, di norma piuttosto ridotto.
Etichetta con debossing per Pitars.
Per la casa vinicola Pitars abbiamo stampato le nuove etichette con uno splendido restyling che presenta un’ampia porzione fiorita in debossing intorno al nome del vino e al logo della cantina. La parte in debossing è stampata con un colore a bassa opacità, leggermente più intenso rispetto al fondo, creando un effetto tono su tono, rifinito poi con vernice opaca. Il pittogramma del brand e l’indicazione “Friuli” sono realizzati con lamina oro a caldo in rilievo, mentre la scritta “Pitars” è nobilitata con vernice spessorata.
Dettaglio delle lavorazioni per l'etichetta Pitars.
Un esempio di debossing, rilievo in negativo.
Attenzioni per stampe con rilievi positivi e negativi.
Fase di ideazione grafica.
Di solito gli elementi che vengono sottoposti a embossing o debossing sono importanti, come il logo o il nome del produttore o del prodotto, oppure, tramite un disegno grafico, vogliono portare l’attenzione a un punto focale, che potrebbe essere proprio il nome del prodotto o del produttore, nobilitati in altro modo. È essenziale scegliere con cura tali elementi ricordando che dettagli troppo fini o testi molto piccoli rischiano di perdere leggibilità una volta impressi.
Fase di pre-stampa.
La lavorazione a rilievo, che viene sempre svolta dopo la stampa a colori dell’etichetta, prevede un momento critico nella pre-stampa, ovvero il registro fra cliché e carta. Se infatti, il posizionamento non è preciso, darà luogo a un disallineamento fra il rilievo e gli elementi grafici stampati. Da questo punto di vista, ha molta importanza anche il tipo di carta usato: superfici troppo porose o già goffrate in origine non si prestano a ricevere un rilievo netto e pulito.
È rilevante, inoltre, valutare con cura il supporto di stampa. Per rilievi particolarmente marcati, è consigliabile l’impiego di un liner in plastica (PET) anziché della tradizionale glassina, in quanto garantisce una maggiore resistenza alle elevate pressioni di lavorazione e riduce così il rischio di strappi.
Fase di stampa.
In questo caso l’attenzione va rivolta alla calibrazione fra pressione e calore rispetto al tipo di supporto utilizzato. La temperatura, il tempo di contatto e la forza di pressione, infatti, differiscono fra carta sottile ed etichette più spesse o accoppiate o ancora nel ricorso a lamine. Bisogna gestire correttamente anche la scelta della lamina, disponibile in diverse tonalità e finiture (lucido, opaco, anticato). È inoltre necessario un controllo qualità attivo in linea durante la produzione per verificare che ogni etichetta mantenga la stessa profondità e nitidezza del rilievo per l’intera tiratura.
Per un marchio che vuole trasmettere prestigio e autorevolezza, l’embossing è la scelta ideale. Il debossing esprime gli stessi concetti con una maggior sobrietà, perfetto per un lusso discreto.
Etichette con embossing e debossing per CostanzoWinery.
CostanzoWinery è una piccola e giovane realtà vitivinicola artigianale situata in Irpinia, zona d’origine del celebre vino DOCG Taurasi, focalizzata sulla produzione di vini tipici locali. Per loro abbiamo stampato le prime etichette Lavinia, per l’Aglianico doc Irpinia, e Vigna Chiara, per il Fiano DOCG di Avellino.
Si tratta di etichette autoadesive con un elemento floreale realizzato in debossing. Entrambe riportano in rilievo e con lamina oro a caldo il nome del vino e il pittogramma centrale del logo aziendale: un sole che riscalda la terra.
Dettaglio dell'elemento floreale in debossing per la linea di vini di CostanzoWinery.
Emboss e deboss: errori da non commettere.
- Inserire un rilievo su un’etichetta da completare con dati variabili (lotto, scadenza, codice a barre) tramite stampa a trasferimento termico: lo spessore irregolare creato da embossing e debossing compromette la qualità della stampa successiva poiché il passaggio nella stampante tende a schiacciare il rilievo e a ridurne l’effetto estetico.
- Progettare dettagli troppo piccoli o ravvicinati: in fase di rilievo, elementi fini e ravvicinati tendono a “schiacciarsi” fra loro, perdendo nitidezza.
- Scegliere una carta non adatta: supporti troppo sottili o già trattati con altre goffrature possono non reggere bene la pressione del cliché, con rilievi poco definiti o irregolari.
- Sottovalutare il registro fra cliché e stampa a colori: un disallineamento, anche minimo, è molto più evidente in un’etichetta di piccolo formato rispetto a un packaging più grande.
- Affidarsi a un fornitore senza esperienza specifica su piccoli formati: la realizzazione di un cliché per etichette autoadesive richiede una precisione diversa rispetto a packaging di grandi dimensioni, ed eventuali errori di montaggio si notano molto di più su superfici ridotte.
Il grado di definizione del rilievo dipende anche dal materiale con cui viene realizzato il cliché. Quelli in ottone o rame sono i migliori perché producono risultati più netti rispetto a materiali meno rigidi, come il magnesio.
Per una produzione di etichette adesive con embossing e debossing di qualità, rivolgiti sempre a stampatori qualificati.
