Wine Vision: i dealcolati.
Più di 150 partecipanti alla prima edizione di Wine Vision - Focus: Dealcolati.
Confronto qualificato per le cantine del Nord Est.
Wine Vision è il nuovo format a cadenza annuale per un confronto qualificato sui temi chiave, concreti e attuali, del settore vitivinicolo, dedicato alle cantine del Nord Est. L’appuntamento è promosso da Generalvetri e sviluppato in collaborazione con Tonutti Tecniche Grafiche e altri prestigiosi partner del settore. L’edizione 2026, tenutasi il 7 maggio a Conegliano (Treviso), è stata accolta con attenzione da più di 150 professionisti, fra operativi in azienda, tecnici ed esperti del settore, e si è concentrata sui prodotti vitivinicoli No/Low Alcohol, tra evoluzione normativa, innovazione produttiva e scenari di mercato, spesso in una prospettiva ecosostenibile per quanto riguarda il packaging.
“Sia a volume sia a valore, il tasso medio annuo di crescita del settore dealcolato è un 7% per i prossimi 5 anni, contro una riduzione del segmento vino generale intorno all'1% di volume e intorno al 30% di valore”.
Dottor Carlo Flamini, Responsabile Osservatorio del vino, UIV
Dopo i saluti da parte di Eugenio Pomarici, professore dell’università di Padova e Vice-direttore Cirve (Centro Interdipartimentale per la Ricerca in Viticoltura ed Enologia), di Settimo Pizzolato, Presidente Gruppo Vinicolo, Distillati e Liquori di Confindustria Veneto Est, e del Dottor Paolo Castelletti, Segretario Generale UIV (Unione Italiana Vini), il tema è stato affrontato, oltre che dagli organizzatori, dai partner, ovvero dal punto di vista di Belbo Sugheri, specializzata in tappi di alta qualità, Battistella, grande produttrice di capsule e Direct From Italy, l’alleato che semplifica la gestione della vendita diretta di alcolici a privati e HoReCa in Italia e all’estero.
Il tema è stato poi focalizzato da alcuni relatori specializzati, prima di essere affrontato anche nella tavola rotonda conclusiva, condotta dall’avvocata Chiara Menchini, Chief Operating Officer UIV. Gli interventi:
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“Dal Regolamento al Decreto: evoluzione della normativa e ultime novità” del Dottor Mario Antonelli, Legal Officer dell’Ufficio Politico UIV
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“No-Low Alcohol wines: quali prospettive di mercato” del Dottor Carlo Flamini, Responsabile Osservatorio del vino UIV
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“Tecniche di dealcolazione applicate all’industria” del Enologo Gianni Tadiotto, Chief Investment Officer CE.VI.V.
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“Effetti sensoriali della dealcolazione sul vino” del Professor Simone Vincenzi, Professore UniPD, CIRVE
Un dealcolato da assaggiare per spiccare il volo.
Ai partecipanti della prima edizione di Wine Vision è stata donata una bottiglia di vino spumante parzialmente dealcolato, un bianco brut di 4,5% vol. Il packaging è stato ideato e prodotto dagli organizzatori e dai loro partner nell’iniziativa con l’obiettivo di offrire un’esperienza premium. Una bottiglia di qualità con dettagli di pregio, carta e nobilitazioni che invitano alla scoperta tattile, una grafica nella quale un uccellino si fa simbolo di una nuova libertà di consumo e un QR code fonte di approfondimenti precisi e articolati in uno storytelling che trasforma un prodotto parzialmente dealcolato in un’esperienza premium.
Un dono che ha voluto essere uno sprone a cogliere una nuova occasione in un mercato ancora sostanzialmente vergine. Ma per poco!
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Generalvetri: bottiglia.
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Bembo Sugheri: tappo.
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Battistella: capsula e gabbietta.
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Tonutti Tecniche Grafiche: etichetta.
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Unione Italiana Vini e Direct From Italy: dati corretti secondo normative in etichetta.
La bottiglia omaggio di Wine Vision realizzata con il contributo dei partner.
Il Dr. Carlo Flamini durante il suo intervento “No-Low Alcohol wines: quali prospettive di mercato”.
Vini dealcolati: una moda passeggera?
Fra gli approfondimenti di Wine Vision, tutti molto concreti e attuali, abbiamo deciso di riportare gli argomenti affrontati dal Dottor Carlo Flamini, Responsabile Osservatorio del vino UIV, perché più generali, concentrati sulle prospettive del mercato dei vini No/Low Alcohol. Il professore ha esordito spiegando che il segmento dei vini a zero o basso contenuto alcolico è ancora piccolo, ma sta registrando una crescita molto rapida a livello globale, tanto che entro il 2029 si stima che saranno consumate circa 35-36 milioni di casse e che il valore del mercato dovrebbe raggiungere circa 3,5 miliardi di dollari.
Questa crescita è spinta da consumatori più attratti da temi quali uno stile di vita sano, la riduzione dell’alcol in generale, la guida sicura, un minor consumo di calorie e la curiosità verso nuovi prodotti. In particolare fra i giovani, cresce molto l’interesse per i prodotti “zero sugar”, le bevande leggere e le alternative salutistiche.
“Nel circuito dei vini dealcolati, che sono prodotti nuovi con un vocabolario tutto da scrivere, siate proattivi. Provate a costruire il consumatore, ragionate per vendere a gente che fino a ieri non vi ha mai comprato o consumato perché se continuerete a insistere sui già consumatori… la fetta sarà sempre più piccola. Il mio modesto consiglio è: apritevi al mondo”.
Dottor Carlo Flamini, Responsabile Osservatorio del vino, UIV
L’ambito dei vini No/Low Alcohol vede l’Italia molto forte nella fascia 5-8 gradi, ma ancora debole nei prodotti completamente analcolici (0.0). Si aprono perciò opportunità soprattutto per quanto riguarda gli spumanti analcolici, i vini fermi 0.0, i mercati del Regno Unito, in forte crescita soprattutto negli spumanti, e USA, nonostante i dazi, e infine i mercati emergenti di Brasile, Messico, Polonia e Medio Oriente. Nell’affrontare queste sfide è essenziale considerare le criticità più presenti, ovvero un gusto spesso percepito come inferiore rispetto a quello del vino classico, una qualità ancora non sempre convincente, una limitata reperibilità sul mercato, una promozione scarsa e una forte resistenza culturale, in particolare nel nostro Paese.
Il Dottor Flamini, però, sulla base di tutti i dati portati ha concluso con certezza: il mercato no/low alcohol non è una moda passeggera, bensì rappresenta un cambiamento strutturale nei consumi, non più una nicchia, ma un’evoluzione concreta del vino. Quello italiano, perciò, deve adattarsi rapidamente per non perdere quote di mercato e provare a sperimentare, innovare, cercare nuovi consumatori e abbandonare una sua visione troppo tradizionale.
Lo storytelling dell'etichetta.
Il vino dealcolato è una nuova categoria. Può scegliere di rimanere nel solco delle scelte del settore vinicolo, oppure rompere o, ancora, ereditare la tradizione e dialogare con essa nella differenziazione. Scopriamo insieme come abbiamo interpretato il compito nell’etichetta del cadeau donato durante Wine Vision.
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Rottura con l’heritage: illustrazione vibrante e strategica.
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Trasparenza e fiducia: etichetta come media per trasferire informazioni.
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Sensorialità visiva: le differenze materiche si colgono già alla vista mentre il tatto sostituisce parte dell’esperienza di norma offerta dai vini.
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Libertà dai vincoli: espressa sin dalla scelta del protagonista, l’uccellino che vola libero.
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Leggerezza: metafora perfetta per un vino a 4,5% vol. Non è un vino “pesante” o impegnativo, ma qualcosa che “vola alto” per qualità pur essendo leggero nella struttura.
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Cerchi (Bolle e Idee): i cerchi colorati che l’uccello sembra soffiare o trasportare ricordano le bollicine dello spumante, ma rappresentano anche la molteplicità delle sfumature di questo nuovo mercato. Sono i “frutti” di un’innovazione tecnologica che porta con sé colori e sapori diversi. E sono anche cinque come gli sponsor del progetto!
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Rinascita (Primavera del Vino): l’uso insieme di colori caldi (rosso, arancio, giallo) e freddi (azzurro, viola) suggerisce una nuova vitalità. È il “nuovo mattino” del settore vitivinicolo che non ha paura di evolversi.
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Unicità: ogni etichetta è stata stampata in digitale con dato variabile. Risultato? Ogni bottiglia è unica e offre l’opportunità al consumatore di giocare, collezionando e/o ricercando i tanti uccellini dai colori differenti.
Barbara Pagnutti, Sales & Marketing Director Tonutti, illustra l'etichetta del cadeau Wine Vision.
“Quando il prodotto evolve, evolve anche il ruolo del packaging. Nel mondo dei dealcolati, l’etichetta non è più soltanto un elemento identificativo: diventa un linguaggio capace di trasferire valore, autorevolezza e qualità percepita ancora prima dell’assaggio.”
Barbara Pagnutti, Sales & Marketing Director, Tonutti Tecniche Grafiche
Le nuove categorie del beverage, dove si inseriscono anche le proposte No/Low Alcohol, non hanno ancora codici definiti: è proprio in questa fase che si costruiscono linguaggi, percezioni e identità di marca. Vuoi sviluppare un progetto di packaging innovativo, capace di dare forma al valore del tuo prodotto e renderlo riconoscibile nel mercato di domani?
